Morale della favola: cosmetica verde, dall’amore alla missione

Quando mi sono posto la fatidica domanda “e adesso cosa faccio”, domanda tipica di uno che finiti gli studi deve pur guadagnarsi da vivere, ho pensato che non potevo buttar via la vita precedente. Vengo da una storia agricola (nel senso di famiglia, ambiente, contesto di riferimento) e avevo detto no alla chiamata al servizio militare (adesso sembra normale, ai tempi non lo era). Il mio compagno di banco (anche lui si è posto la mia stessa domanda) voleva entrare nel mondo della depurazione delle acque.

Ecco allora la sintesi: se anche inquinavo un pochino ci avrebbe pensato il mio amico a risolvere il problema, solo che dovevo occuparmi di dargli delle sostanze biodegradabili, altrimenti anche lui si sarebbe trovato in difficoltà. Per il resto, non volevo aver padroni e sentivo di dover partire dal presupposto del rispetto per la natura.

Morale della favola? Mi sono ritrovato a impegnarmi nel mondo dei detergenti e dei cosmetici, proponendo ai fabbricanti e ai distributori delle soluzioni amiche dell’ambiente. All’inizio è stata dura: sembrava che parlassi arabo, adesso invece è il mio (il nostro) momento, perché finalmente abbiamo tutti capito che o ci occupiamo dell’ambiente o altrimenti sarà lui a occuparsi di noi.

Nei nostri laboratori assistiamo le catene di distribuzione nazionali e internazionali, così come i fabbricanti che vogliono realizzare dei prodotti in linea con la natura. Nel tragitto mi sono trovato a essere nominato “esperto tecnico” per UEAPME in seno ai gruppi di lavoro Ecolabel a Bruxelles, a insegnare nei Master di sostenibilità ambientale e altro che troverete nella biografia. Soprattutto, mi diverto ancora moltissimo a creare prodotti e a dare il mio contributo alla crescita dei tanti collaboratori, magnifici, che mi circondano.

Facendo ancora un passo indietro, nel raccontare la mia storia, come aneddoto chiave potrei aggiungere di aver anche provato a insegnare. Tuttavia, quando ho scoperto perché gli shampoo facessero schiuma, ho capito che quella era la mia strada, la mia vita. Quando poi ho scoperto che potevano essere più o meno irritanti, a seconda di come li si formulasse, ho deciso che quello era amore!

Dopo averli fabbricati direttamente come direttore di stabilimento, dopo essermi occupato di materie prime come agente e dopo aver scoperto quanto grande poteva essere il potenziale inquinante delle sostanze impiegate nei prodotti di bellezza, ebbene allora ho capito che si trattava di una “missione”.

Le regole che governano il settore cosmetico sono attente a molti aspetti. Qualche esempio? La modalità di produzione, formulazione e controllo dei prodotti; ma sono inesistenti per quanto riguarda l’impatto ambientale che possono esercitare quando raggiungono i corsi d’acqua. E poiché le quantità in gioco sono molto rilevanti, nell’ordine di diverse migliaia di tonnellate ogni giorno, risulta evidente come non sia possibile rimanere insensibili al problema. L’incontro con Ecolabel (precisamente nel 2001) e con i suoi criteri di limitazione delle sostanze poco biodegradabili, di quelle non biodegradabili anaerobicamente, e ancora delle sostanze tossiche e bioaccumulabili e di come sia in realtà possibile calcolare con precisione il loro impatto, mi ha fatto pensare che non c’erano più scuse per non far qualcosa. La mia storia, raggiunge un momento importante con la creazione del Biodizionario, utile anche al più inesperto tra i consumatori, affinchè possa destreggiarsi nella lettura di quello che comunemente è chiamato INCI, (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). L’INCI è la nomenclatura utilizzata a livello internazionale per identificare gli ingredienti presenti in un prodotto cosmetico. Sul Biodizionario sono catalogate oltre 5.000 sostanze. Vicino ogni ingrediente si trova un pallino verde, giallo o rosso che rivela maggiore, minore o non accettabilità, in tema di rispetto per la propria pelle e per l’ambiente. Ma di questo ne parleremo più dettagliatamente più avanti.

L'esperto

Fabrizio Zago

Chimico industriale, tecnico esperto della chimica amica dell’ambiente. Ha ideato il Biodizionario, guida al consumo consapevole dei cosmetici attraverso la lettura corretta dell’INCI (www.biodizionario.it). Dirige a Venezia la sua azienda Chimica HTS, con cui propone servizi di formulazione, ricerca e sviluppo. Sostenitore dell’utilizzo di molecole naturali, collabora come consulente con molte catetere di distribuzione e…

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